Svezia, Danimarca e Finlandia sono mercati nordici confinanti che molti marchi scelgono come primo passo verso il Nord Europa. Se desidera vendere cosmetici in Svezia, Danimarca o Finlandia, può utilizzare un unico dossier UE per tutti e tre i Paesi. Ciò che cambia è chi esercita la vigilanza, quale lingua deve avere l’etichetta e come funzionano gli obblighi sugli imballaggi. Questa guida offre ai marchi conformi al Regolamento (CE) n. 1223/2009, o in fase di adeguamento, una panoramica pratica dei tre mercati. Norvegia e Islanda sono fuori dall’UE e sono trattate in una guida separata.
Indice
- La risposta in breve
- La base UE in sintesi
- Svezia: Läkemedelsverket e i comuni
- Danimarca: l’Agenzia danese per la protezione dell’ambiente
- Finlandia: Tukes e Dogane
- Quale lingua deve usare l’etichetta?
- E il fascicolo informativo sul prodotto?
- Obblighi sugli imballaggi
- Cosa si aspettano rivenditori e marketplace nordici?
- Checklist per vendere in Svezia, Danimarca e Finlandia
- Errori comuni
- Domande frequenti
- Punti chiave
La risposta in breve
Il dossier UE è lo stesso in tutti e tre i Paesi: una persona responsabile nell’UE, un CPSR firmato, un fascicolo informativo sul prodotto e una notifica CPNP. Il livello nazionale è ridotto ma rigoroso: svedese per le voci principali dell’etichetta in Svezia, danese in Danimarca, finlandese e svedese in Finlandia, ciascuno con la propria autorità. Verifichi i testi nazionali vigenti prima di stampare le etichette, perché formulazioni e modifiche cambiano nel tempo. Si tratta di informazioni generali, non di consulenza legale.
La base UE in sintesi
Questi quattro elementi valgono in tutta l’UE:
- Persona responsabile (RP): un’azienda o una persona stabilita nell’UE, indicata in etichetta, che risponde della conformità.
- Relazione sulla sicurezza (CPSR): Parte A (dati del prodotto) e Parte B (valutazione della sicurezza), firmate da un valutatore della sicurezza qualificato.
- Fascicolo informativo sul prodotto (PIF): il CPSR, la formula, le informazioni sulla fabbricazione, le prove a supporto dei claim e i rapporti di prova, pronti per l’ispezione.
- Notifica CPNP: un’unica notifica nel portale europeo prima dell’immissione del prodotto sul mercato.
Non è necessario creare un dossier separato per ciascun Paese nordico. Si adatta l’etichetta e si verificano i punti di contatto locali.
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Svezia: Läkemedelsverket e i comuni
L’ordinanza svedese sui prodotti cosmetici (2013:413) designa l’Agenzia dei prodotti medicinali (Läkemedelsverket) come autorità competente ai sensi dell’articolo 34 del regolamento UE. Il Centro antiveleni, che fa parte dell’agenzia, è l’organismo che riceve le informazioni sulla formulazione a fini di trattamento medico ai sensi dell’articolo 13, paragrafo 6.
La vigilanza quotidiana è organizzata diversamente: in base al Codice dell’ambiente, i comitati comunali responsabili della tutela dell’ambiente e della salute controllano i cosmetici nel proprio territorio. Essi inviano ordini e divieti a Läkemedelsverket e le riferiscono ogni anno sulla propria attività di vigilanza. In pratica, quindi, può essere contattato da un comune per un prodotto presente in un negozio locale, mentre l’agenzia resta il punto di contatto nazionale.
Danimarca: l’Agenzia danese per la protezione dell’ambiente
In Danimarca l’Agenzia danese per la protezione dell’ambiente (Miljøstyrelsen) svolge i compiti di autorità competente ai sensi dell’articolo 34 e vigila sul rispetto delle norme sui cosmetici. Adotta inoltre le decisioni in caso di non conformità e le misure di salvaguardia ai sensi degli articoli da 25 a 27. Poiché un’unica agenzia si occupa sia della vigilanza sia delle decisioni, l’applicazione delle norme in Danimarca è facile da individuare: se un prodotto viene contestato, il referente è l’EPA.
Finlandia: Tukes e Dogane
La legge finlandese sui prodotti cosmetici (492/2013) designa l’Agenzia finlandese per la sicurezza e le sostanze chimiche (Tukes) come autorità competente e le attribuisce la vigilanza sulla fabbricazione, sull’immissione sul mercato e sulla messa a disposizione dei cosmetici. Le Dogane finlandesi (Tulli) controllano le importazioni da Paesi extra-UE e fungono da autorità di vigilanza del mercato alla frontiera, per cui una spedizione dal Regno Unito o dagli Stati Uniti può essere bloccata proprio lì. Tukes, Dogane e autorità per la tutela dei consumatori sono tenute a collaborare nel controllo delle norme del Regolamento cosmetici sui claim.

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Quale lingua deve usare l’etichetta?
L’articolo 19, paragrafo 5, del regolamento UE consente a ciascuno Stato membro di scegliere la lingua di determinate voci dell’etichetta. I testi nordici seguono lo stesso schema: le informazioni di cui all’articolo 19, paragrafo 1, lettere b), c), d) e f), e all’articolo 19, paragrafi da 2 a 4, devono essere fornite nella lingua nazionale. In parole semplici, ciò comprende il contenuto nominale, la data di durata minima o il periodo dopo l’apertura, le precauzioni e le avvertenze, la funzione del prodotto (a meno che non risulti evidente dalla presentazione) e le norme su fogli illustrativi e cartellini che riportano tali informazioni.
- Svezia: l’ordinanza svedese prevede che tali informazioni siano in svedese quando il prodotto è fornito ai consumatori in Svezia. L’elenco degli ingredienti è escluso da questo obbligo.
- Danimarca: il decreto danese, nella versione del 2013, richiede che le stesse voci siano disponibili in danese.
- Finlandia: la legge richiede che le informazioni siano riportate in finlandese e in svedese, conformemente alla legge sulle lingue.
I testi da noi esaminati non precisano se l’inglese o una lingua nordica vicina possa sostituire la lingua nazionale, e non si deve presumere che un testo simile in danese, norvegese o svedese venga accettato. Si rivolga all’autorità se intende far valere un’eccezione. Per un’unica etichetta valida nei tre Paesi, la soluzione abituale è un’etichetta combinata in svedese, danese e finlandese.
E il fascicolo informativo sul prodotto?
Il regolamento impone alla persona responsabile di fornire all’autorità le informazioni richieste, in una lingua facilmente comprensibile per l’autorità stessa. Concordi in anticipo con il suo valutatore della sicurezza quale lingua utilizzerà per il fascicolo informativo e per la relazione sulla sicurezza, e conservi un’unica versione ordinata che possa essere inviata rapidamente. Un CPSR firmato, supportato da dati di stabilità, microbiologici e di challenge test, è il documento che gli ispettori richiedono più spesso.
Obblighi sugli imballaggi
Gli imballaggi non rientrano nelle norme sui cosmetici, ma nei Paesi nordici sono rilevanti.
- Finlandia: l’organizzazione finlandese dei produttori di imballaggi Rinki precisa che i negozi online esteri devono registrarsi se vendono a distanza prodotti direttamente a utenti in Finlandia. Dal 12 agosto 2026 si applica la definizione del regolamento UE sugli imballaggi, che comprende le aziende stabilite fuori dalla Finlandia che vendono prodotti imballati a distanza a utenti finali finlandesi. Contatti Rinki per conoscere la procedura di registrazione.
- Svezia e Danimarca: entrambi i Paesi dispongono di propri sistemi di responsabilità estesa del produttore per gli imballaggi, sorvegliati in Svezia dall’Agenzia svedese per la protezione dell’ambiente e in Danimarca tramite Dansk Producentansvar. Le regole per i venditori online esteri sono in evoluzione: si informi direttamente presso l’organismo competente prima della prima spedizione.
Tenga un semplice registro del peso e del materiale degli imballaggi spediti in ciascun Paese: le servirà qualunque sia il sistema applicabile.
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Cosa si aspettano rivenditori e marketplace nordici?
Gli acquirenti del retail e le piattaforme online della regione di solito chiedono le stesse prove essenziali prima di inserire un prodotto a catalogo:
- Il riferimento CPNP e i dati della persona responsabile.
- La conferma dell’esistenza di un CPSR firmato, spesso supportato da rapporti di stabilità e microbiologici.
- Una bozza dell’etichetta con il testo nella lingua nazionale e l’elenco INCI completo.
- Prove a supporto dei claim, in particolare per claim come “senza profumo” o “privo di”.
Consideri queste richieste come aspettative tipiche, poiché ogni catena ha una propria lista di controllo per i fornitori.

Checklist per vendere in Svezia, Danimarca e Finlandia
- Verifichi che la sua persona responsabile sia stabilita nell’UE e indicata su ogni etichetta.
- Controlli che il CPSR firmato e i rapporti di prova alla base siano completi.
- Notifichi ogni prodotto nel CPNP prima della prima vendita.
- Riporti le voci richieste in svedese per la Svezia, in danese per la Danimarca, in finlandese e svedese per la Finlandia.
- Prepari istruzioni d’uso e avvertenze nelle stesse lingue, verificate da un madrelingua.
- Conservi il fascicolo informativo sul prodotto in un unico luogo, in una lingua concordata.
- Verifichi la registrazione degli imballaggi presso Rinki, l’agenzia svedese e Dansk Producentansvar in base al suo canale di vendita.
- Prepari i dati per i rivenditori: elenco INCI, bozza dell’etichetta, prove a supporto dei claim.
Errori comuni
- Stampare avvertenze solo in inglese per il mercato nordico.
- Dimenticare lo svedese su un prodotto venduto in Finlandia.
- Presumere che il testo norvegese o svedese sia accettato in Danimarca senza chiedere.
- Formulare claim “privo di” senza test o prove.
- Vendere ai consumatori dall’estero ignorando la registrazione degli imballaggi.
Domande frequenti
Serve un CPSR separato per ciascun Paese nordico?
No. Un unico CPSR firmato e un unico fascicolo informativo sul prodotto valgono per tutti i Paesi UE. Cambiano solo la lingua dell’etichetta, l’autorità e le norme sugli imballaggi.
Un’unica etichetta può servire per Svezia, Danimarca e Finlandia?
Sì, se riporta le voci richieste in svedese, danese e finlandese ed è leggibile. Molti marchi ricorrono a un’etichetta pieghevole o a un foglio illustrativo quando lo spazio è limitato.
Lo svedese basta per il mercato finlandese?
No. La Finlandia richiede sia il finlandese sia lo svedese per le voci principali dell’etichetta, quindi un’etichetta solo in svedese non soddisfa la norma finlandese.
Punti chiave
- Un unico dossier UE copre Svezia, Danimarca e Finlandia; le differenze sono nazionali.
- Läkemedelsverket, l’EPA danese e Tukes sono le autorità competenti, con l’intervento anche di comuni e Dogane.
- Preveda svedese per la Svezia, danese per la Danimarca e finlandese più svedese per la Finlandia sulle voci principali dell’etichetta, e confermi con l’autorità eventuali eccezioni.
- Verifichi la registrazione degli imballaggi, soprattutto per le vendite online dirette in Finlandia.
