Creme, balsami e sieri alla CBD sono ovunque, ma venderli in Europa è tutt’altro che semplice. Se si chiede se i cosmetici alla CBD nell’UE siano legali, la risposta onesta è che dipende da dove proviene la CBD, da come viene prodotta, da quanta ne contiene il prodotto e da che cosa dichiara. Questo articolo spiega come il Regolamento UE sui cosmetici tratta gli ingredienti correlati alla cannabis, che cosa ha affermato il comitato scientifico della Commissione sui livelli sicuri e che cosa un marchio dovrebbe preparare. Sono informazioni generali, non consulenza legale. In breve: la CBD non è semplicemente consentita o vietata nei cosmetici UE. A decidere sono l’origine della CBD, il contenuto di THC, il livello nel prodotto e la documentazione, e le norme sono ancora in evoluzione.
Indice
- La risposta breve
- Che cosa dice il Regolamento sui cosmetici?
- Qual è il ruolo di CosIng?
- Che cosa ha detto l’SCCS sui livelli sicuri?
- Quale origine di CBD sta usando?
- Perché il THC è importante
- Di che cosa ha bisogno il valutatore della sicurezza?
- Conservazione e stabilità dei prodotti alla CBD
- Quali claim può fare?
- Notifica, etichettatura e altri mercati
- Checklist pre-lancio
- Domande frequenti
- Punti chiave
La risposta breve
Il Regolamento UE sui cosmetici vieta gli stupefacenti elencati nella Convenzione unica delle Nazioni Unite del 1961, e gli estratti, le tinture e la resina di cannabis rientrano in tale elenco. Per questo motivo la CBD ottenuta come estratto o resina di cannabis è generalmente trattata come vietata, mentre la posizione della CBD sintetica o prodotta con altre vie è stata discussa in modo diverso nella banca dati degli ingredienti della Commissione e nella pratica. Nel 2026 il comitato scientifico SCCS ha pubblicato un parere finale sulla CBD nei cosmetici. È una consulenza e non una nuova legge, quindi controlli il testo giuridico vigente e le norme nazionali prima del lancio.
Che cosa dice il Regolamento sui cosmetici?
Il Regolamento (CE) n. 1223/2009 elenca nell’Allegato II le sostanze che non devono essere usate nei cosmetici. Una voce si riferisce agli stupefacenti, naturali e sintetici, delle Tabelle I e II della Convenzione unica sugli stupefacenti del 30 marzo 1961. La cannabis, la resina di cannabis e gli estratti e le tinture di cannabis sono citati nella Convenzione, e questo ragionamento è il motivo per cui gli estratti vegetali e le resine contenenti cannabinoidi sono stati considerati vietati. I semi sono trattati diversamente nella definizione di cannabis della Convenzione, ed è per questo che prodotti come l’olio di semi di canapa sono comunemente in commercio. Legga sempre l’Allegato II vigente e la formulazione esatta, invece di affidarsi a sintesi, compresa questa.
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Qual è il ruolo di CosIng?
CosIng è la banca dati della Commissione con i nomi e le funzioni degli ingredienti cosmetici. Contiene voci per il cannabidiolo e per diversi materiali di Cannabis sativa, spesso con note su come viene inteso l’Allegato II. CosIng è uno strumento di riferimento, non un elenco giuridicamente vincolante, e il fatto che un ingrediente vi compaia non significa che sia consentito. Le note nella banca dati sono state aggiornate nel tempo, quindi controlli la voce aggiornata per l’esatto materiale indicato nella specifica del Suo fornitore e conservi nel fascicolo del prodotto una copia datata.

Che cosa ha detto l’SCCS sui livelli sicuri?
Lo Scientific Committee on Consumer Safety (SCCS) ha adottato un parere finale sul cannabidiolo nei prodotti cosmetici, SCCS/1685/25, nel marzo 2026, dopo una versione preliminare alla fine del 2025. In sintesi, ha ritenuto la CBD sicura fino allo 0,19% nei prodotti cosmetici dermici e orali, usata da sola o insieme ad altri, e ha ritenuto il THC presente come impurezza sicuro fino allo 0,00025%. Il comitato ha escluso i prodotti che potrebbero esporre i polmoni per inalazione e ha osservato che la sua valutazione è stata limitata dalla scarsa quantità di dati ricevuti. Queste cifre descrivono il parere scientifico del comitato. Non siamo a conoscenza dell’adozione di un limite giuridico, quindi chieda al Suo valutatore della sicurezza come si applica il parere e segua le modifiche agli allegati.
Quale origine di CBD sta usando?
È la prima domanda da porre al Suo fornitore e al Suo valutatore. Le fonti tipiche sono:
- Estratto vegetale da fiori, foglie e steli: il più vicino alla formulazione dell’Allegato II e il più difficile da difendere in un cosmetico.
- CBD sintetica o prodotta per via biotecnologica: ottenuta senza estrazione dalla pianta. È la via più discussa per i cosmetici, ma servono documenti che la dimostrino.
- Olio di semi di canapa: un ingrediente legittimo e molto usato, ma non è una fonte di CBD significativa. Un prodotto realizzato con olio di semi non deve far intendere di contenere CBD.
Chieda un certificato di analisi, una descrizione del processo e una dichiarazione sul contenuto di THC per ogni lotto. I documenti che non sanno dire come è stata prodotta la CBD sono un campanello d’allarme.
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Perché il THC è importante
Il THC è il cannabinoide psicoattivo ed è esso stesso una sostanza controllata. Anche in un prodotto venduto come “privo di THC” possono essere presenti livelli in tracce come impurezze, e il parere dell’SCCS ha fissato per esse una cifra molto bassa. Concordi con il fornitore un limite di specifica, lo verifichi sulla materia prima e si assicuri che sia coerente tra i lotti. Le leggi nazionali sulle droghe di alcuni Paesi aggiungono propri limiti o condizioni per i materiali derivati dalla cannabis, quindi controlli le norme di ogni mercato in cui intende entrare.

Di che cosa ha bisogno il valutatore della sicurezza?
Un CPSR per un prodotto alla CBD segue la stessa struttura di qualsiasi altro, ma il valutatore vorrà maggiori dettagli sull’ingrediente:
- Origine, via di produzione e specifica della CBD, comprese le impurezze di THC e di altri cannabinoidi.
- La concentrazione nel prodotto finito e il tipo di prodotto (senza risciacquo, da risciacquo, prodotto per labbra, igiene orale).
- Dati di esposizione: quanto viene usato, quanto spesso, su quale zona e da chi.
- Come si applicano al Suo caso il parere dell’SCCS e gli altri dati disponibili.
- Informazioni sui contaminanti come residui di pesticidi, solventi residui e metalli pesanti, di solito dall’analisi del fornitore.
Un valutatore può rifiutarsi di firmare se l’origine non può essere dimostrata, ed è una decisione da mettere in conto, non da contestare.
Conservazione e stabilità dei prodotti alla CBD
I cannabinoidi sono sensibili a ossigeno, calore e luce, quindi balsami e sieri alla CBD a base oleosa possono cambiare colore e odore nel tempo. Un test di stabilità e compatibilità nel confezionamento finale supporta la durata di conservazione e verifica che il confezionamento non assorba la fase oleosa. I prodotti alla CBD contenenti acqua, come creme e lozioni, richiedono un challenge test, e un test delle specifiche microbiologiche verifica la qualità del prodotto finito. Oli e balsami anidri possono essere a basso rischio dal punto di vista microbiologico, ma spetta al valutatore documentarlo.
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Quali claim può fare?
I claim devono rispettare i criteri comuni del Regolamento (UE) 655/2013, compresi veridicità e supporto probatorio. Per i prodotti alla CBD questo significa:
- Si attenga a scopi cosmetici come detergere, proteggere, curare o mantenere la pelle in buono stato.
- Eviti claim su dolore, infiammazione, ansia, sonno o trattamento di malattie della pelle. Spostano il prodotto verso un medicinale.
- Non indichi la quantità di CBD a meno che sia accurata per tutta la durata di conservazione.
- Eviti “privo di THC” a meno che possa documentarlo per ogni lotto.
Notifica, etichettatura e altri mercati
Come tutti i cosmetici, un prodotto alla CBD richiede una persona responsabile nell’UE, un CPSR, la notifica nel CPNP prima dell’immissione sul mercato e un’etichetta con l’elenco degli ingredienti in nomi INCI. Usi il nome INCI del materiale che utilizza effettivamente. Regno Unito, Stati Uniti e altri mercati hanno posizioni proprie sulla CBD nei cosmetici, quindi non dia per scontato che le conclusioni UE si trasferiscano.
Checklist pre-lancio
- Confermi l’origine della CBD e ottenga per iscritto la via di produzione.
- Ottenga un certificato di analisi con il profilo di THC e cannabinoidi per ogni lotto.
- Controlli l’Allegato II vigente, la voce CosIng e le norme nazionali dei mercati di destinazione.
- Discuta con il valutatore della sicurezza il parere dell’SCCS e il livello previsto.
- Esegua test di stabilità, challenge e microbiologici nel confezionamento finale.
- Riveda ogni claim alla ricerca di formulazioni medicinali.
Domande frequenti
La CBD è consentita nei cosmetici nell’UE?
Dipende dall’origine, dal contenuto di THC e dalle norme nazionali. La CBD da estratto o resina di cannabis è generalmente trattata come vietata, quindi chieda una consulenza legale se ha dubbi.
L’olio di semi di canapa è la stessa cosa della CBD?
No. L’olio di semi di canapa è un ingrediente diverso e non contiene CBD in quantità significativa, quindi non faccia intendere il contrario.
Esiste un limite ufficiale per la CBD nei cosmetici?
L’SCCS ha proposto livelli che ritiene sicuri, ma non siamo a conoscenza di un limite giuridico al momento. Controlli gli aggiornamenti prima del lancio.
Punti chiave
- L’origine della CBD decide come si applicano le norme dell’Allegato II, quindi la documenti.
- Il parere dell’SCCS indica livelli sicuri per CBD e THC ma non è di per sé un limite giuridico.
- Un prodotto alla CBD richiede CPSR, dati di stabilità e di conservazione come qualsiasi cosmetico.
- Mantenga i claim cosmetici ed eviti formulazioni medicinali.
